Oltre è una serie di dipinti a olio su carta che immagina possibili scenari oltremondani, tra ricerca scientifica e immaginazione. Un viaggio oltre i confini, dove luce e ombra costruiscono mondi ancora da scoprire.





















Arte, Scienza e Immaginazione.
“Sono dunque Soli innumerevoli, sono terre infinite, che similmente
circuiscono quei Soli; come veggiamo questi sette circuire questo Sole
a noi vicino”
Giordano Bruno – De l’Infinito, Universo e Mondi Venezia 1584
Alzare gli occhi e osservare il cielo notturno ha da sempre destato meraviglia e stupore nell’essere umano. Gli antichi greci, usando l’immaginazione, hanno dato nomi mitologici a ciò che vedevano nel firmamento. L’astronomia odierna ha mantenuto quei nomi mitici ma oggi è una delle scienze che ha maggiormente tratto beneficio dallo sviluppo tecnologico. Il pensiero di Giordano Bruno ha trovato conferma quando nel 1995 fu scoperto 51 Pegasi b, il primo pianeta extrasolare individuato. All’epoca in cui realizzavo la serie erano stati scoperti più di 3600 pianeti in orbita intorno a stelle diverse dal nostro Sole e quasi 2800 sistemi planetari. Il perfezionamento di metodi osservativi e lo sviluppo di apposite missioni spaziali fanno della ricerca di Esopianeti, in particolare di quelli che potrebbero avere condizioni favorevoli a ospitare forme di vita, uno degli argomenti più interessanti dell’astronomia.
L’immaginazione supera molte volte ciò che realmente possiamo fare, è un ponte verso il futuro, permette all’uomo di progredire e di porsi nuovi obiettivi da raggiungere. Difatti nelle riviste scientifiche si cerca di rappresentare in modo artistico l’aspetto di questi lontani pianeti via via scoperti, dandogli un’immagine che si rifà alla Terra.
Riflettendoci attentamente ci vorrà ancora molto tempo prima che l’uomo possa vedere con i suoi occhi questi nuovi mondi, semmai saremo in grado di farlo; tuttavia nel frattempo l’idea che mi è venuta prende spunto da questa riflessione: usare il mezzo pittorico per descrivere dei possibili scenari oltremondani.
Il motivo per cui ho usato la carta, abbinata con la tecnica ad olio, è il seguente: la carta di per sé è una materia precaria, mentre la pittura a olio è più adatta a riprodurre l’impronta sensibile del mondo ed ha una durata più lunga nel tempo. In apparenza risulta un binomio contrastante: una materia che si deteriora con il tempo unita ad una altra adatta per durare a lungo. È però una scelta mirata ad esprimere il duplice significato profondo del tema che ho scelto: se da una parte lo sviluppo e la ricerca di future possibili mete per il genere umano tocca quella parte più propensa all’avventura e alla scoperta che è un nostro tratto distintivo, dall’altro ci costringe a riflettere su come ci comportiamo nel pianeta in cui viviamo da sempre. Le nostre certezze di uomini moderni, date in buona parte dalla scienza, potrebbero diventare molto precarie se ci fossero dei cambiamenti irreversibili causati da noi stessi. E allora, che modello saremmo in grado di riproporre se avessimo l’opportunità di ricominciare qualcosa da capo?
Nonostante le difficoltà e i problemi del nostro tempo, ho fiducia che la luce della ragione e dello spirito guiderà l’uomo verso un futuro migliore.
L’alternanza di luce e ombra è fondamentale nella pittura, e non solo; la vediamo costantemente nella realtà ed è un tratto distintivo dello scorrere del tempo. La scelta che ho fatto di usare colori caldi, in prevalenza giallo e rosso, abbinati con la mia sensibilità ad altre tonalità più fredde, e, in taluni casi molto scure, mi serviva per creare il giusto mix onirico e di suggestione che spero emerga dalle mie opere. Del resto per un pittore suscitare emozioni nell’osservatore e invogliarlo ad entrare dentro il dipinto, è il compito più arduo. Andare “Oltre i Confini” non è semplice, è un cammino lungo e richiede uno sforzo consapevole, ma nel superare tali confini, si evolve. La scienza e l’arte hanno la possibilità di aiutarci in questo percorso.